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I Druidi

Il ruolo dei Druidi tra le popolazioni celtiche era di grande rilevanza.

La società si divideva in tre gruppi sociali ben distinti:

  • i Druidi, i quali istruivano ed educavano figli di nobili oppure giovani che desideravano intraprendere la via della conoscenza druidica. L'apprendistato durava, secondo le poche testimonianze giunte fino a noi, almeno vent'anni e il loro sapere veniva tramandato solo oralmente. Gli antichi Druidi infatti ritenevano che scrivere le loro conoscenze su carta indebolisse la mente, inoltre vi era il rischio che le informazioni potessero cadere in mani sbagliate per poi essere utilizzate in modo inappropriato.

  • i Guerrieri, il cui compito era proteggere il popolo con la forza e con le armi.

  • gli Artigiani, il gruppo produttivo, i quali si occupavano dell'allevamento,del lavoro artigianale e del commercio ovvero era loro affidata la produzione dei beni materiali.

Un importante momento della vita dei Celti era rappresentato dal banchetto, durante il quale ogni gruppo sociale occupava un posto specifico:
al centro sedevano il Rix, i Druidi e i Guerrieri seguiti dai popolani e alle estremità erano disposti i più giovani, maschi e femmine.
Il cibo servito era proporzionale al grado di importanza del ruolo che si ricopriva: re e druidi potevano avere carne rossa allo spiedo e birra nuova, i guerrieri teste, zampe e parti minori del bestiame, la gente comune carne di vitello, di montone e infine ai giovani veniva riservata la carne di maiale.

Ma torniamo a noi: da che cosa ha origine il nome “Druido”?
Ci viene probabilmente tramandato dal greco e dal latino: i greci ne indicano solo la forma plurale drudai e Giulio Cesare nel "de Bello Gallico" parla di druides.

Il corrispondente nella lingua dei Celti probabilmente è dru-vis o druwind, dal gallico dru=molto e wis=saggio in pratica "molto saggio" oppure nell'antico gallese dryw da derw=quercia vale a dire "saggio delle quercie".


Troviamo testimonianze della loro esistenza nell'Europa del nord, in Britannia, Scozia ed Irlanda.

Gli storici del periodo classico li descrivono come Sacerdoti che sanavano le ferite con la conoscenza delle proprietà curative delle piante, studiavano gli astri, stabilivano i tempi per la semina ed erano in grado di compiere incantesimi. Ricoprivano la carica di giudice, dottore e pacificatore.

Essi inoltre avevano la facoltà di impedire la partecipazione ai riti alla singola persona o addirittura ad un intero Clan se giudicato indegno. Ciò per gli antichi Celti rappresentava il castigo più terribile: significava la fine della loro esistenza perché ritenevano i rituali e il rapporto con gli dei qualcosa di fondamentale importanza.

Le popolazioni celtiche per commerciare con altri popoli utilizzavano il greco.
Si dice infatti non conoscessero altra forma di scrittura, ma è stato però rinvenuto un altro tipo di alfabeto detto "Ogham" utilizzato solo dai druidi, considerato l’unica e autentica scrittura celtica antica. Si tratta di un alfabeto segreto costituito da una serie di segni tracciati su bastoncini, formati da linee perpendicolari e traversali, incise utilizzando come base il lato in cui si incontravano due facce di una grossa pietra. Esso era conosciuto e usato esclusivamente da personalità di grande cultura ed era impiegato solo in funzione di rituali o iscrizioni funerarie.

Druido

Le guide spirituali delle popolazioni celtiche si dividevano in tre categorie:

-i Druidi che studiavano la filosofia naturale e la filosofia morale.
-I Bardi ovvero cantori e poeti
-I Vati, divinatori e filosofi naturali

A capo di tutti loro vi era un unico Druido il quale veniva scelto tra coloro che più spiccavano per saggezza e onestà.

Se più di un Druido ambiva alla carica si potevano organizzare dispute con armi ed a sfida conclusa ovviamente il vincitore acquisiva il titolo di Arcidruido.

Con la venuta e il conseguente sviluppo dell'Impero Romano, i Druidi vennero duramente perseguitati perché ritenuti una minaccia all’espansione di Roma a causa del loro grande carisma e del loro vasto sapere che avrebbe potuto riunire le popolazioni celtiche e di conseguenza rafforzarne la resistenza.
I pochi sopravvissuti alle persecuzioni si rifugiarono in Irlanda e successivamente le usanze e i riti un tempo celebrati dai druidi scomparvero con l’avvento e la diffusione del cristianesimo che plasmò e integrò il calendario pagano accavallandone le ricorrenze con quelle dell’antica religione dei Celti e rendendola così più assimilabile per la gente comune ancora saldamente attaccata alle terra e alle vecchie credenze.


Druido

La perdita delle conoscenze antiche crea una certa aura di mistero intorno alla figura del Druido.

Oggi tentiamo di far rivivere tutto ciò attraverso le rievocazioni e non solo e tutt'ora gli storici sono al lavoro per riportare in vita qualcosa di ormai scomparso da tempo.

Le principali festività del calendario celtico:

Imbolc
(la festa della luce crescente) celebrata il 1° febbraio.
Equinozio di primavera
(l'equilibrio del cosmo) celebrato il 21 marzo.
Beltane
(la festa della fertilità) celebrata il 1° maggio.
Solstizio di estate
(il trionfo della luce) celebrato il 21 giugno.
Lughnasadh
(assemblea per Lugh) celebrata il 1° agosto.
Equinozio d'autunno
( il tramonto dell'anno) celebrato il 29 settembre.
Samhain
(la festa dell'oscurità) celebrata nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre.
Solstizio d'inverno
(la rinascita del mondo) celebrato il 21 dicembre.

Dagus & Adwen

Bibliografia:

I Druidi di Jean De Galibier;
Il Vischio e la Quercia di Riccardo Taraglio;
I Druidi di Stuart Piggot;
Feste Pagane di Roberto Fattore


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